Il lupo mangia le pecore, troppa droga tra i ragazzi nelle scuole.

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Il lupo mangia le pecore, troppa droga tra i ragazzi Egregio direttore,

con sempre più frequenza si sente parlare di bullismo, di violenza fra i giovani, di ragazzi che dopo la discoteca concludono la serata con un incidente automobilistico, quando non è la loro vita concludersi lì.

I giornali e i servizi giornalistici vari, riportano percentuali allarmanti sul consumo di droga e di alcol fra i giovani.

Spesso mi chiedo se stiamo veramente facendo il possibile per evitare che i nostri ragazzi vadano a finire in un tunnel così pericoloso.

Sono un’insegnante e non ho bisogno di leggere statistiche per sapere che molti studenti fanno uso di droga e non è neanche una novità, è da anni, decine di anni e anche più che la droga circola nelle scuole, anche se ora forse più massicciamente e fra studenti di età inferiore rispetto a prima.

Ci si sente impotenti di fronte ad un fenomeno che viene sottovalutato e spesso ignorato.

Ne parli con gli studenti e sembra che tu sia l’unica a non saperlo, una mia alunna un giorno mi ha detto: "Certo che c’è la droga, qualche anno fa all’ingresso della scuola ad un controllo della polizia 90 studenti sono stati fermati perché gliel'avevano trovata addosso" (non ero in quella scuola quando il fatto era successo).

Senti i loro discorsi: uno spinello ogni tanto non fa niente, smetto quando voglio, in discoteca circola di tutto anche le pastiglie, a volte si esagera nel bere, l’importante e non mischiare, ecc.

Alcuni li vedi il lunedì mattina dormire sui banchi, oppure più distratti del solito, a volte euforici o con la testa chissà dove, stanno ancora smaltendo gli effetti di quanto assunto in discoteca la sera prima? Si sono fatti uno spinello prima di entrare a scuola? O sono andati a letto tardi ? Quante volte mi sono fatta queste domande, poi comunque inizio a spiegare, finisce l’ora… Come si fa a seguire una lezione dopo essersi fatti uno spinello? O dopo aver preso una sbornia la sera prima, nel migliore dei casi? Qualsiasi tipo di insegnamento in una condizione del genere è destinato a fallire, non ci dovrebbe sorprendere se i nostri alunni fanno fatica a capire, se sembrano stupidi, o se a volte alcuni sono violenti ed hanno delle reazioni eccessive.

Se il livello di preparazione dei nostri studenti si sta abbassando sempre di più, quanto si sta tenendo conto della variabile droga nell’analizzare i risultati della nostra istruzione?

Le droghe intorpidiscono la mente, istupidiscono quando non bruciano il cervello (vedi eroina, Lsd, cocaina , cannabis, anfetamine, ecstasy ed altro).

Come spesso capita nel mio lavoro ho cambiato diverse scuole ed ho visto i risultati scarsi o nulli dei vari interventi informativi su queste tematiche, fatte da psicologi inviati dalle Asl o altri enti. Questo mi aveva indotta a pensare che la stessa cosa probabilmente fosse successa a molti miei colleghi e presidi, che non si potesse fare niente a riguardo, che bisognava rassegnarsi.

L’esperienza fatta successivamente però mi ha dimostrato che si può e si deve intervenire, diversamente rischiamo che un’intera generazione venga lentamente, giorno dopo giorno distrutta da false informazioni e da spacciatori senza scrupoli.

I discorsi teorici e le romanzine sono meglio di niente, ma quello che ho visto incide di più, sono le informazioni sugli effetti fisici e mentali che le droghe causano, i meccanismi che spingono a farne sempre più uso ed a causarne la dipendenza.

Un operatore di un centro di recupero per tossicodipendenti, tra le altre cose mi ha detto che la droga inizialmente viene presa per risolvere un problema o un disagio e se non si è in possesso delle informazioni corrette sugli effetti devastanti, la persona pensa di aver trovato la soluzione al suo problema senza rendersi conto della trappola in cui è finita.

Per mia esperienza gli interventi che hanno realmente coinvolto i miei alunni, li hanno fatti riflettere ed hanno influito positivamente su di loro, sono stati quelli fatti da ragazzi che avevano vissuto in prima persona gli effetti negativi di queste sostanze, volontari dei centri di recupero Narconon per tossicodipendenti, che stanno portando avanti campagne informative in diverse città d’Italia.

C’è un grosso business su alcol e droghe, ci sono campagne di marketing e false informazioni per allargare ed incrementare il mercato, chi sono i clienti o potenziali clienti? Chi è il target di questo mercato? I nostri ragazzi!

Quanto bisogna fare per contrastare la pressione che sta dietro ad affari di così grande entità, chi lo farà se non lo facciamo noi?

Non si può stare a guardare mentre il lupo mangia le pecore.

Sinceri saluti


Prof.ssa Margherita Pellegrino

ZERO. PERCHÉ LA VERSIONE UFFICIALE SULL’11/9 È UN FALSO

03:26 1 Comments

cover_zero.jpgZERO. PERCHÉ LA VERSIONE UFFICIALE SULL’11/9 È UN FALSO
a cura di Giulietto Chiesa e Roberto Vignoli
Edizioni Piemme, pag. 412, 17,50 €

con interventi di Giulietto Chiesa, Gore Vidal, Franco Cardini e Marina Montesano, Lidia Ravera, Gianni Vattimo, Claudio Fracassi, Jurgen Helsasser, Michel Chossudovsky, David Ray Griffin, Thierry Meyssan, Andreas von Bulow, Steven E. Jones, Enzo Modugno, Webster Griffin Tarpley, Barry Zwicker

Leggi l’introduzione di Giulietto Chiesa (pdf, 146 kb)

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I commenti dei lettori

La scheda

“In questi anni, è stato possibile accumulare una tale massa di dati, di immagini, di analisi da poter affermare senza ombra di dubbio che la ‘versione ufficiale’ è un falso. Abbiamo sfidato il tabù, spinti dalla necessità di ricercare la verità, ben sapendo che essa non è celata in un posto solo. Meno che mai in qualche grotta afgana. Lo abbiamo fatto perché sappiamo che la verità sull’11 settembre è importante, anzi essenziale: per sopravvivere.”

L’11 settembre ha cambiato la storia. Con quel tragico e spettacolare attentato, in cui hanno perso la vita circa tremila persone innocenti, gran parte delle certezze occidentali sono andate in frantumi.
Ne è seguita un’offensiva che ha già prodotto due guerre e ha modificato non solo la geopolitica di intere aree del pianeta, ma tutti i rapporti di forza consolidati nei decenni precedenti.
I responsabili dell’attacco sono stati additati al mondo con singolare rapidità, e un solo, presunto responsabile è stato giudicato da un regolare tribunale e condannato all’ergastolo.
Ma un’ analisi attenta evidenzia che la versione ufficiale non è solo lacunosa in decine di punti essenziali, ma in altre decine di punti dimostrabilmente falsa. Salvo rarissime eccezioni, i media hanno rispettato il tabù, e negli anni hanno applicato quella legge del giornalismo contemporaneo secondo cui – per dirla con Gore Vidal – «ciò che non dovrebbe essere vero, non lo è».
Noi non accettiamo questo criterio.
L’eccezionale rilevanza dell’evento appare del tutto incompatibile con una tale massa di omissioni, distrazioni, dimenticanze, silenzi. La tesi dell’inefficienza, delle incompetenze, non regge alla più elementare delle analisi.
È stato scritto autorevolmente che la verità sull’11 settembre non la saprà questa generazione. Noi non possiamo pretendere di sostituirci agli investigatori che hanno svolto la loro opera a partire dai dati primari raccolti sui luoghi. Ma i materiali che hanno prodotto rivelano falsità ed errori che possono essere dimostrati.
Per questo abbiamo raccolto un’enorme mole di dati, fatti, analisi, immagini e li abbiamo posti sotto il vaglio rigoroso di verifiche che hanno coinvolto un gran numero di specialisti di provata competenza nei diversi campi dell’indagine. Sono quelle verifiche a confermare i sospetti, a suggerire ipotesi ben più realistiche e a darci un’assoluta certezza: non è, proprio non può essere andata come ci hanno raccontato. Per avvicinarci alla verità, siamo ripartiti da zero.

Gli autori

GIULIETTO CHIESA - È uno dei più noti giornalisti italiani. Esperto di politica internazionale, fondatore di Megachip - Associazione per la democrazia nell’informazione e parlamentare europeo, ha pubblicato tra l’altro La guerra infinita, La guerra come menzogna e Le carceri segrete della Cia in Europa.
GORE VIDAL - Scrittore, saggista, caustico commentatore della società americana contemporanea, è considerato uno dei più rilevanti intellettuali del nostro tempo.
FRANCO CARDINI - È il più noto medievalista italiano. Studioso delle relazioni tra musulmani e cristiani, il suo ultimo saggio è Europa e Islam: storia di un malinteso.
GIANNI VATTIMO - Filosofo, saggista, esponente politico, insegna Estetica all’università di Torino ed è visiting professor in importanti atenei americani.
LIDIA RAVERA - Scrittrice, giornalista e saggista, collabora con L’Unità e Micromega.
ANDREAS VON BÜLOW - Già ministro della Ricerca nell’amministrazione Schmidt ed esponente di spicco della SPD tedesca, ha scritto saggi e articoli sui servizi segreti europei ed USA.
STEVEN JONES - Fisico, già professore all’università dello Utah, è membro fondatore di “Scholars of 9/11 Truth”.
CLAUDIO FRACASSI - Giornalista, saggista, ex corrispondente e poi direttore di Paese Sera, ha fondato e diretto la rivista Avvenimenti.
JURGEN ELSAESSER - Giornalista, ha scritto rilevanti saggi sulla Bosnia e sul terrorismo di matrice musulmana in Europa.
WEBSTER G. TARPLEY - Storico, saggista, si è occupato dei rapporti tra Brigate Rosse e loggia P2. Ha pubblicato recentemente 9/11 Synthetic Terror.
THIERRY MEYSSAN - Giornalista, il suo libro L’incredibile menzogna è stato un bestseller internazionale tradotto in ventisette lingue.
ENZO MODUGNO - Economista e giornalista, è noto per i suoi articoli sui principi keynesiani e la loro rilevanza sul modello economico militare-industriale.
DAVID RAY GRIFFIN - Filosofo, teologo e saggista, è autore di The 9/11 Commission Report: Omissions and Distorsions.
BARRY ZWICKER - Giornalista, documentarista e attivista politico, ha realizzato il documentario 9/11, The Great Conspiracy.
MICHEL CHOSSUDOVSKY - Professore di economia all’università di Ottawa, si è occupato della guerra in Jugoslavia ed è autore di America’s War on Terrorism.

L’indice

Introduzione di Giulietto Chiesa
David Ray Griffin - Il Rapporto della Commissione sull’11 settembre. Il capolavoro di omissione e mistificazione di Philip Zelikow
Claudio Fracassi - La Waterloo dell’informazione
Andreas von Bulow - Il governo Bush prima, durante e dopo gli attacchi dell’11 Settembre rispetto a quattro possibili ipotesi di complotto
Lidia Ravera - L’impotenza
Jurgen Helsasser - Da Sarajevo ad Amburgo. Terroristi, agenti, doppiogiochisti: i principali indiziati dell’11 Settembre impararono il mestiere del terrore nei Balcani negli anni Novanta e furono in contatto con i servizi segreti degli Stati Uniti
Giulietto Chiesa - Come Marte ha vinto Venere
Steven E. Jones - Un’analisi scientifica del crollo degli edifici del World Trade Center
Franco Cardini e Marina Montesano - Neocon. Politica, cultura, affiliazioni del movimento neoconservatore
Webster Griffin Tarpley - Anatomia di un coup d’état: come le esercitazioni e le manovre del Pentagono sono divenute i canali chiave per gli attacchi segreti del governo l’11 settembre
Michel Chossudovsky - Al Qaeda e la “Guerra al terrore”
Enzo Modugno - 11/9 e warfare: il capolavoro di Bush
Thierry Meyssan - Resistere alla menzogna
Barry Zwicker - Il complotto della “teoria del complotto”
Gianni Vattimo - L’11 settembre e l’Italia: considerazioni politiche
Intervista a Gore Vidal di Paolo Jormi Bianchi e Giulietto Chiesa
Appendice: Testimonianze e Bibliografia

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UNA BANCONOTA OGNI QUATTRO DI DEBITO - come funziona realmente l'economia della nostra società.

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La moneta dovrebbe essere immessa e prelevata da chi la emette sulla base del PIL, quindi della produzione. Questo ridurrebbe l’inflazione praticamente a zero. La moneta dovrebbe essere saldamente ancorata al sistema produttivo e non agli abracadabra speculativi della borsa, così da avere crisi solo a fronte di reali cali produttivi o aumenti di costi, quali l’estrazione del petrolio. Eppure ai giorni nostri le crisi ci colgono in maniera inaspettata, paiono non avere alcun legame con la produzione. Un calo produttivo dovrebbe precedere la crisi, molto spesso invece la segue. Sono anomali i fattori che regolano il mercato reale, troppo spesso speculativi, ma immancabilmente parliamo di debiti e globalizzazione.
Vediamo dunque di capire come funziona l’attuale sistema economico e perché i prezzi continuano a salire, o perché la maggior parte della popolazione vive nell’indigenza, nonostante i mezzi di produzione consentano livelli produttivi in grado di soddisfare i bisogni di ognuno.
Immaginiamo di avere dieci auto ma soltanto dieci euro per acquistarle. Il prezzo di ogni auto si stabilizzerebbe a un euro circa. Quando un bel giorno l’azienda di Tizio va a chiedere un finanziamento di altri dieci euro e comincia a investirli sul mercato, i prezzi raddoppiano. Per acquistare la stessa auto ora ci vogliono due euro. Il dipendente, però, non ha chiesto il finanziamento, e per un po’ di tempo vede aumentare i prezzi senza un corrispettivo aumento di stipendio. In altre parole, è l’ultimo anello della catena ed è l’ultimo a trarne beneficio. Questo crea in lui un notevole senso d’impotenza. Vediamo succedere questo tutti i giorni, quando l’inflazione è alle stelle ma gli stipendi sono bloccati. Nel momento in cui finalmente i profitti dell’azienda crescono e potremmo vedere riconosciuti i nostri sforzi con un aumento in busta paga, l’imprenditore si accorge di dover ripagare il debito, interessi compresi. I costi dell’azienda perciò aumentano e noi non vediamo mai l’aumento tanto agognato. Alla lunga questo provoca un impoverimento della maggioranza della popolazione e l’indebitamento del motore produttivo della società. Le banche continuano a incamerare interessi e sono adesso in grado di diventare azioniste delle società stesse, quindi di controllarle. Lo stesso fanno con giornali e televisioni. La gente si sente sempre più frustrata, senza conoscerne il motivo. Il banchiere cerca allora di dargliene uno, inventando tutta una serie di realtà contrapposte. Nascono giornali di destra in cui si scrive che quelli di sinistra sono cattivi e giornali di sinistra in cui si dice che quelli di destra sono altrettanto cattivi. Molte aziende falliscono, ma le banche ne acquisiscono subito le proprietà immobiliari. Altre si tirano fuori dai pasticci e chiedono altri finanziamenti. Lo stesso fanno gli stati e una volta entrati nel circolo vizioso del debito non ne escono più. In questo esatto momento per ogni dollaro in circolazione ne esistono 3,7 di debito. Come dire che il debito non può essere saldato, e se la moneta viene emessa a debito, non è difficile capire che quest’ultimo deve sempre essere superiore alla moneta in circolazione, perché maturano gli interessi. Ma il governo cerca comunque di far quadrare il bilancio e in quale modo se non aumentando le tasse? I più poveri, a un certo punto, non sono più in grado di pagarle e cominciano a lavorare in nero, le aziende invece, che devono saldare debiti sempre più alti, con tasse che superano il cinquanta per cento del reddito, sono costrette ad evadere il fisco. Questo fa crescere ulteriormente le tasse, ma noi invece di incolpare di tutto questo i banchieri, ce la prendiamo con i politici, o in alternativa con gli evasori. Al banchiere basta allora tirare un po’ di più la corda dei tassi d’interesse verso l’alto per avere un’altra crisi e rastrellare ancora un po’ di proprietà immobiliari e terreni. Poi è sufficiente tirarla verso il basso per riaprire il rubinetto del credito e favorire la ripresa. E’ il banchiere a decidere tutto questo! Alla faccia dei politici che devono risolvere problemi impossibili. Ovvio poi che la politica diventi un mestiere più affine all’associazione a delinquere che al servizio sociale. Ma il sistema finanziario lo è da sempre, eppure di lui ci fidiamo ciecamente. Accettiamo consigli sui prodotti finanziari più esotici, dove perdiamo quando la banca guadagna, oppure compriamo titoli dei suo clienti, che ci vengono proposti come ottimi affari, ma poi ci ritroviamo senza niente in tasca. Come è successo agli azionisti Parmalat. Ricordate?

La Verità Sull’Olocausto

15:13 0 Comments

Autore: Luca Bistolfi (edizioni OISM )

La verità sull'Olocausto

Questo eBook affronta il tema dell’eugenetica ed il ruolo rivestito dalla psichiatria nell’olocausto al tempo del nazismo.

Luca Bistolfi vi guiderà lungo un escursus storico che vi illuminerà circa le responsabilità storiche della psichiatria nell’aver architettato il genocidio ebraico.

Ma la psichiatria non si fermò nel suo intento genocida, da lì a poco avrebbe infatti architettato anche il massacro nella ex Jugoslavia a danno dei musulmani.

Una verità scottante che ci conduce ad una profonda analisi della situazione psichiatrica odierna... le cose sono davvero cambiate, oppure persistono i presupposti ideologici per futuri genocidi?


[Scarica il libro]

Ancora su Denaro e Debito Pubblico : cos'è il denaro e come è stato distorto il suo uso.

13:55 0 Comments

Un video molto molto interessante ed importante che tutti dovrebbero vedere, visto che tutti usano i soldi in tutti i giorni della loro vita...MONEY AS DEBT.



ecco il video, le parti successive, dalla 2 alla 5, si possono trovare sempre su youtube (digitando "Denaro come debito").


Trascrizione del video Money, Banking e Federal Reserve (signoraggio).

11:12 0 Comments

Moneta, banche e Federal Reserve.

Voce narrante: Il sistema della Federal Reserve controlla di fatto il sistema monetario nazionale, tuttavia non deve rendere conto a nessuno. Non ha un proprio bilancio, non è soggetta a revisione contabile e nessuna commissione governativa è a conoscenza o può davvero controllare il suo operato.

Queste sono le parole del fu prof. Murray N. Rothbard, economista e vicepresidente del Ludwig von Mises Institute. L'istituto è dedito ai principi di libero mercato e di moneta reale. Questo documentario è dedicato alla memoria di Murray N. Rothbard ed al suo fecondo lavoro sulla moneta ed il sistema bancario.

Per oltre vent'anni, il tenore di vita della classe media americana ha registrato un costante declino: gli stipendi sono rimasti fermi o sono calati, mentre le opportunità e le certezze che prima davamo per scontate hanno cominciato a svanire. Per molte famiglie un solo stipendio non basta più a pagare i conti; servono due o più stipendi per potersi permettere una casa, per curare i figli e mandarli all'asilo e poi a scuola. A meno di cambiamenti nelle attuali tendenze, è improbabile che i giovani lavoratori raggiungano mai un tenore di vita pari a quello dei loro genitori. Buoni impieghi con prospettive future sono sempre più difficili da trovare; l'istruzione non è più quella di una volta; le tasse continuano ad aumentare mentre la previdenza sociale è prossima al collasso. Le pensioni private non sono più affidabili; c'è un clima crescente d'incertezza ed instabilità economica. I politici hanno diverse teorie sulle cause dei problemi economici del Paese; tuttavia, di rado vanno oltre la superficie. Le radici del malessere economico vanno cercate nella banca centrale e nell'attuale sistema monetario.

La Federal Reserve sostiene di gestire la nostra moneta, in realtà le fa perdere valore ogni giorno che passa. Ha generato cicli economici continui e sempre peggiori e causato un abbassamento del nostro stile di vita.

Lew Rockwell: Non c'è alcuna differenza rispetto ad un ladro che entra in casa vostra per derubarvi del denaro. Questo fa la Federal Reserve: deprezza i vostri risparmi, vi priva della sicurezza economica e dovrebbe essere trattata come un soggetto che fa proprio queste cose, piuttosto che come un'istituzione che apporta presunti benefici.

Voce narrante: La moneta dovrebbe servire come metro affidabile del valore economico, anziché essere fonte d'instabilità. Finché non riavremo una moneta reale, strappando al governo la possibilità di svalutarla, ci sono poche speranze di ripristinare la libertà e la prosperità che hanno fatto grande l'America.

Lew Rockwell: Possiamo scegliere il tipo di moneta che vogliamo davvero. Vogliamo una moneta che si deprezzerà ogni anno, oppure una moneta che aumenterà di valore? Se siete contenti che la vostra moneta perda valore, allora preferite il sistema corrente; se invece desiderate una moneta che s'accresca in valore, allora bisogna scegliere la parità con l'oro.

Voce narrante: Cos'è la moneta? Come merce che rende possibili gli scambi, è la base di ogni attività economica. Nell'antichità, le persone scambiavano merci e servizi in modo diretto: questa forma di scambio è nota come "baratto".

Joseph Salerno: In pratica, se una tribù di pescatori necessitava, diciamo, di grano che però essa non produceva, si metteva alla ricerca di altri individui che producessero grano per scambiarlo poi con del pesce.

Voce narrante: Ma il baratto incontrava grossi limiti sui mercati.

Joseph Salerno: Beh, in realtà la gente sperimentò ben presto i problemi connessi allo scambio diretto: se avevi bisogno di pesce, ad esempio, e possedevi del grano, mentre chi aveva il pesce non desiderava il grano, eri ad un punto morto. A meno di riuscire a trovare una qualche altra merce, magari delle bacche che ogni membro di quella società consumasse. Quindi avresti scambiato il grano con le bacche, confidando nella possibilità di scambiare le bacche col pesce o con qualunque altra merce desiderata.

Voce narrante: Alla fine, le merci più largamente accettate in una società divennero apprezzate per la loro utilità negli scambi indiretti. "Moneta" non è altro che un termine utilizzato per indicare il mezzo di scambio comunemente più accettato.

Nel corso della nostra Storia molte merci sono servite da moneta. Le piume degli uccelli Quetzal sono state utilizzate come merce di scambio dai Maya dell'America Centrale fino al XV secolo. Le foglie di té compresse in mattoncini venivano scambiate in Asia Orientale nel 1800. Collane d'osso fungevano da moneta per gli indiani d'America, mentre i primi coloni americani scambiavano pelli di castoro che avevano un valore elevato sia sul mercato interno che all'estero. Le monete metalliche comparvero in Grecia ed Asia Minore nel corso del VII secolo a.C. L'oro e l'argento erano preziosi per il loro utilizzo ornamentale in gioielleria e nelle arti decorative. Erano durevoli, facilmente divisibili e disponibili in quantità limitate. Questi metalli preziosi possedevano anche un alto rapporto valore/peso che li rendeva facilmente trasportabili.

Joseph Salerno: Possiamo tornare con la mente ad un'epoca in cui il ferro era usato come moneta, ad esempio in Africa. Ma immaginate di recarvi in un grande magazzino per comprare, diciamo, un tosaerba da 350 $: sarebbe necessaria una tonnellata di ferro, laddove invece bastano poche decine di grammi d'oro.

Voce narrante: Nel 1536, meno di 50 anni dopo l'arrivo di Cristoforo Colombo sul suolo americano, una zecca spagnola di Città del Messico coniò le prime monete del nuovo mondo. Queste monete d'argento ad un certo punto arrivarono nelle colonie britanniche. Le politiche mercantilistiche della Gran Bretagna mirarono a tenere i metalli preziosi fuori dal territorio americano, così il dollaro spagnolo divenne la valuta ufficiosa. Veniva spesso diviso in 8 pezzi, per le transazioni minori, da cui il termine "pezzi da otto", mentre 1/4 della moneta era detto "due pezzi".

Nel 1792 Thomas Jefferson adottò il dollaro come valuta ufficiale del proprio Paese.

Lew Rockwell: Si guardò intorno, alla ricerca di quella che gli americani usavano maggiormente, ed era il dollaro. Ecco perché il dollaro divenne lo standard negli USA. Si adottò così la parità con l'oro e l'argento e cominciò il conio delle monete d'oro col simbolo dell'aquila americana: la moneta da 10 $ d'oro.

Voce narrante: Jefferson in particolare illustrò in modo eloquente i pericoli della carta-moneta. Durante la Guerra d'Indipendenza, il Congresso Continentale stampò dal nulla grossi quantitativi di carta-moneta per finanziare l'esercito. L'aumento di denaro in circolazione ne causò il deprezzamento fin quasi al valore nullo, dando così origine all'espressione: "non vale un continentale".

Lew Rockwell: Chi si tenne le banconote, di solito patrioti americani interessati all'indipendenza dal controllo britannico, perse tutto. Mentre i conservatori, non volendo avere nulla a che fare con la moneta emessa dal governo americano, se ne liberarono subito e ne furono avvantaggiati. Pelatiah Webster, il primo economista americano, ed altri che studiarono tutto ciò, si resero conto che la carta-moneta non garantita da oro era estremamente pericolosa.

Voce narrante: Già nel XVI secolo in Europa gli orafi custodivano le monete d'oro per conto dei loro clienti in cambio d'un compenso, rilasciando al depositante una ricevuta per l'oro. Da qui nacque l'uso della carta come moneta.

Joseph Salerno: In altri termini, chi depositava 10 once d'oro in custodia, [1 oncia = 28,35 g] otteneva in cambio delle ricevute per un totale di 10 once d'oro, e tali ricevute davano diritto al portatore di reclamare l'oro in qualsiasi momento.

Voce narrante: Queste ricevute ben presto diventarono molto diffuse come mezzo di pagamento, visto che era più semplice e sicuro usarle per transazioni di una certa entità. Nacque così l’uso delle banconote come sostituto della moneta. Questi primi banchieri poi fecero un ulteriore passo:

Joseph Salerno: In pratica, se l'orafo aveva 1.000 once d'oro, e legittime ricevute per 1.000 once d'oro erano detenute da chi lo aveva depositato, l'orafo poteva aumentare i profitti semplicemente stampando un'altra ricevuta per 1.000 once d'oro, per poi prestarla. In tal caso avrebbe ottenuto una riserva bancaria reale del 50%, anche detta "riserva frazionaria". A questo punto solo una frazione, il 50% delle ricevute, aveva un corrispondente controvalore in oro.

Voce narrante: Non c'era più un rapporto 1:1 tra la banconota e l'oro, ora potevano esserci anche 3 o 4 pezzi di carta in circolazione per ogni unità d'oro nei forzieri. Questi banchieri non stavano semplicemente conservando oro in cambio d'un compenso, stavano artificialmente inflazionando la quantità di denaro e prestando queste false ricevute con gli interessi. Questo sistema divenne noto come "riserva frazionaria bancaria" e fu poi adottato nelle prime colonie americane. Formò le radici del sistema bancario americano e, in ultima analisi, del sistema della Fed.

Lew Rockwell: E' un sistema fraudolento, non permesso in alcun altro tipo di commercio. Se un granaio prestasse tutti i semi che era invece tenuto a conservare, la sua attività sarebbe considerata criminale e finirebbe in galera. Ma le banche sono l'unica attività a cui è permesso fare tutto ciò e trarne profitto.

Voce narrante: Alexander Hamilton divenne il primo Ministro del Tesoro e nel 1791 istituì la First Bank of United States in qualità di banca centrale americana per aumentare la quantità di denaro cartaceo a beneficio del governo e delle banche commerciali.

Joseph Salerno: Alexander Hamilton credeva in un forte governo centrale e vide la banca centrale come uno dei mezzi attraverso i quali il governo poteva essere centralizzato e il suo potere esercitato.

Voce narrante: Thomas Jefferson si oppose a questo progetto: vedeva nella banca centrale uno strumento anti-democratico nelle mani dei gruppi bancari del nordest. [La First Bank of US] fu chiusa 20 anni dopo.

Joseph Salerno: Jefferson si opponeva all'idea di un forte governo centrale e volle eliminare a tutti i costi la banca centrale.

Voce narrante: Nel 1816 il governo federale fece un altro tentativo di instaurare una banca centrale inflazionistica ma questa Second Bank of United States fu denunciata dal Presidente Andrew Jackson come un'istituzione mostruosa intesa a beneficiare pochi eletti a spese degli altri.

Joseph Salerno: Aumentarono la quantità di moneta in circolazione, cosa che all'inizio provocò una ripresa economica, cioè prosperità per la nazione, seguita poi dalla recessione: quando smisero di pompare la massa monetaria molte attività, dipendenti dai tassi d'interesse introdotti o provocati dall'iniziale inflazione, fallirono.

Voce narrante: Jackson riuscì a far abolire questa seconda banca centrale nel 1836, ma per allora gli speculatori riuscirono a creare centinaia di nuove banche private con poco o nessun oro in controvalore per tutte le banconote che emettevano. Il sistema monetario nazionale divenne invece più stabile quando gli Stati Uniti introdussero la parità con l'oro nel 1834. Un dollaro allora valeva circa 1/20 d'oncia d'oro.

Joseph Salerno: La moneta alla pari con l'oro era stata concepita dai padri fondatori, da Andrew Jackson ed altri, come una moneta del popolo. Cioè una moneta solida, che non si potesse manipolare, che non si potesse inflazionare per permettere alle spese del governo di aumentare a dismisura.

Voce narrante: Ma nel 1862 Abramo Lincoln dovette finanziare l'invasione del Sud e così, ancora una volta il governo cominciò a stampare banconote.

Joseph Salerno: Praticamente gli Stati Uniti abbandonarono la parità con l'oro per finanziare la guerra civile e scopri che lungo la Storia quasi tutte le grandi guerre ed i conflitti principali hanno comportato l'abbandono della parità con l'oro poichè imponeva forti limiti sui finanziamenti al governo.

Voce narrante: Le banconote emesse da Lincoln divennero note col nome di "greenback" perchè sul retro erano stampate con inchiosto verde, invece del solito inchiostro nero. Queste cosiddette "banconote create dal nulla" erano considerate legali dal governo, ma non erano convertibili in oro.

Lew Rockwell: Lincoln in vista della guerra fece stampare enormi quantità di "greenback"; l'oro circolava ancora come moneta ma la gente fu costretta ad accettare questi "greenback" come se fossero alla pari con l'oro.

Voce narrante: Il potere del governo di emettere banconote scoperte divenne poi il fondamento del sistema della Fed.

Dopo la guerra civile il sistema monetario nazionale divenne più solido quando gli USA adottarono la parità con l'oro.

Lew Rockwell: Eravamo tornati alla parità con l'oro. Nel 1879 avemmo forse il periodo di maggiore crescita e prosperità nella storia della nazione.

Voce narrante: Per quasi vent'anni la produzione totale di beni e servizi crebbe ad un ritmo mai visto prima del 4% annuo.

Joseph Salerno: Il motivo è che con una moneta reale e senza possibilità di manipolare il tasso d'interesse ci fu vero risparmio ed investimenti che portarono all'aumento dei beni capitali e della produttività sul lavoro in USA.

Voce narrante: Nel mezzo di questa prosperità, i grandi industriali e finanzieri progettavano di espandere i loro imperi con l'aiuto del governo. Con l'approvazione dell' Interstate Commerce Act del 1887, la grande industria ferroviaria riuscì a bloccare la concorrenza dei più piccoli attraverso vincoli legislativi.

Joseph Salerno: Fu creata l'ICC in modo da proteggere i proprietari delle ferrovie dalla competizione. Non fu creata per proteggere i consumatori o gli spedizionieri: infatti i consumatori furono danneggiati poichè alla fine, per via delle tariffe ferroviarie più alte, furono costretti a pagare prezzi maggiori per merci e servizi transitanti all'interno del Paese.

Voce narrante: Nel 1896 erano pronti a rifare la stessa cosa con le banche. Emersero due fazioni principali in questa guerra economica: erano guidate da J.P. Morgan, il banchiere privato più potente al mondo, e John D. Rockefeller, il magnate petrolifero.

Morgan e Rockefeller erano grandi avversari ma, nonostante le divergenze in affari, erano entrambi a favore d'una banca centrale. Volevano il credito facile e l'aumento della moneta circolante per finanziare l'espansione dei propri imperi. Insieme condussero una campagna per convincere gli americani dell'idea, cosa che in seguito portò alla fondazione della Federal Reserve.

Joseph Salerno: Se il popolo americano fosse stato informato del fatto che questa banca non era nel suo interesse, se avessero compreso che era invece nell'interesse dei grandi finanzieri che l'avrebbero usata per inflazionare la moneta e con ciò incrementare i loro profitti, ci sarebbero stati dei seri problemi: la legge non sarebbe passata in queste condizioni. Così la cosa è stata spacciata alla gente come un metodo per rendere la loro moneta più flessibile.

Voce narrante: La campagna per le riforme bancarie ebbe un'impennata nel 1907, quando ci fu l'assalto ad alcune delle maggiori banche di New York, a causa della loro riserva frazionaria: il panico si diffuse tra i clienti che, raggiunti da voci d'insolvenza della banca, tentarono di ritirare i propri soldi.

La Knickerbocker fallì ed altri due istituti giunsero sull'orlo della bancarotta, nonostante un prestito di 35 milioni di dollari da parte di J.P. Morgan. Wall Street sfruttò subito la paura dei fallimenti bancari per vendere l'idea d'una banca centrale, cioè d'un "prestatore d'ultima istanza", al pubblico americano.

Lew Rockwell: E quindi la Fed doveva essere il "prestatore d'ultima istanza". In caso una banca avesse avuto problemi, non si sarebbe dovuta preoccupare: avrebbe potuto ricevere il contante direttamente da Washington D.C.

Hans Hoppe: La domanda tuttavia è questa: “Era davvero desiderabile avere un qualcosa come un prestatore d'ultima istanza?” La posizione che mi sembra corretta è che ogni singola banca dovrebbe essere responsabile dei propri debiti ed obbligazioni contrattuali e se le banche che intraprendono strategie imprudenti falliscono, questo non dovrebbe essere considerato un fatto negativo ma anzi meraviglioso, in quanto la bancarotta od il pericolo di finire in bancarotta è proprio ciò che obbliga le banche ad adottare strategie prudenti.

Voce narrante: Le “corse agli sportelli” e i fallimenti continuarono ad un ritmo allarmante. Nel 1908 la 'Commissione Nazionale sulla Moneta' guidata dal suocero di John Rockefeller Jr, il senatore Nelson Aldrich, fu creata con lo scopo di influenzare la creazione di una banca centrale.

Nel novembre del 1910, fingendo di ritrovarsi per una battuta di caccia all'anatra, sei uomini raggiunsero segretamente in treno un riservatissimo club privato a Jekyll Island, in Georgia, per scrivere la 'Legge sulla Banca Centrale'. L'incontro segreto riuniva il "gotha" del sistema bancario americano. C'erano due uomini di Rockefeller: Aldrich e Frank Vanderlip della National City Bank di New York; due uomini di Morgan: Henry P. Davison della Morgan Bank e Charles D. Norton, presidente della Morgan's First National Bank di New York. Paul Warburg, partner della Kuhn and Loeb e l'assistente del Segretario del Tesoro, A. P. Andrew, amico di entrambi gli schieramenti.

Trascorsero una settimana nel club di lusso come ospiti di Morgan mettendo assieme la bozza che avrebbe posto le basi del sistema della Fed. Ci sarebbero voluti tre anni prima che la loro visione si realizzasse. Poco prima del Natale 1913 la 'Legge sulla Federal Reserve' fu approvata dal Congresso e firmata dal presidente Wilson. Esso decretava la nascita del sistema della Federal Reserve per controllare la politica monetaria e regolamentare le banche commerciali.

Lew Rockwell: Non è un caso che il sistema della Fed sia stato creato dal governo Wilson. Si era al picco del periodo progressista, un tempo di tremenda espansione governativa e di “speciali accordi” siglati a Washington.

Voce narrante: Ci sono 12 banche Fed regionali concentrate principalmente nell'Est e nel Midwest. Il Consiglio dei Governatori della Fed controlla e coordina il loro operato. Il consiglio è composto da 7 membri nominati dal presidente. Sebbene ci fossero 12 banche in origine, fu subito Wall Street a condurre le danze. Come presidente della Fed di New York il protetto di Morgan, Benjamin Strong, prese il controllo sulle operazioni dei membri della 'Commissione sul Libero Mercato'. Strong sarebbe rimasto la forza dominante all'interno della Fed sino alla sua morte nel 1928.

La 'Commissione Federale sul Libero Mercato', che ora ha sede a Washington, dirige lo strumento principale di politica monetaria della Fed: l'acquisto e la vendita di titoli di debito governativi sul libero mercato. Per aumentare la quantità di moneta e di credito in circolazione, ossia per “inflazionare”, la Fed compra titoli governativi da un numero ristretto e selezionato di aziende pagandoli con denaro appena stampato. Per comprimere la moneta ed il credito invece la Fed vende questi titoli. In questo può agire a propria discrezione.

Joseph Salerno: Ogni governo desidera la possibilità di creare nuova moneta: è un metodo alternativo all'aumentare le tasse. Le tasse, lo sappiamo, quando aumentano tendono a suscitare molta avversione nel pubblico. E' molto meno doloroso aumentare la moneta in circolazione. Gli effetti negativi cominciarono a vedersi solo dopo sei mesi od un anno, a volte anche due, e a quel punto si potrà dare la colpa dell'aumento dei prezzi ad altri fattori come il cattivo tempo, gli speculatori e così via.

Voce narrante: Un altro strumento che la Fed usa per controllare la quantità di denaro in circolazione è stabilire il tasso ufficiale di sconto: questo è il tasso di interesse praticato verso le banche associate quando chiedono prestiti a breve nella cosiddetta “finestra di sconto”. Se la Fed abbassa i tassi d'interesse dei propri prestiti, le banche commerciali saranno inclini a farsi prestare più soldi dalla Fed. Questo fa aumentare la quantità di denaro che le banche possono prestare: il credito bancario diventa più a buon mercato come dimostrano i tassi d'interesse più bassi su prestiti bancari e carte di credito. I maggiori fondi a disposizione delle banche per i prestiti vanno anche ad aumentare la quantità di soldi in circolazione.

La Fed può inoltre manipolare la quantità di soldi in circolazione alzando od abbassando il livello di riserva obbligatoria. Le banche devono mettere da parte una percentuale dei depositi come riserve, per soddisfare le richieste dei correntisti. Quando la Fed fu creata, nel 1913, dimezzò i vincoli di riserva nei successivi 4 anni, raddoppiando la moneta in circolazione entro la fine della I Guerra Mondiale.

Ma il vero potere della Fed sta nella sua posizione di monopolio nel creare moneta. Benché gli USA fossero ancora in regime di parità con l'oro nel 1913, questo fu rapidamente eroso man mano che la Fed continuava ad accrescere la quantità di moneta in circolazione. Il primo passo fu di tenere solo il 40% del controvalore in oro delle banconote della Fed, facendo così aumentare di due volte e mezzo la quantità di moneta in circolazione. Anche gli effetti inflazionari del sistema bancario a riserva frazionaria furono amplificati dalla banca centrale.

Hans Hoppe: Le banche commerciali possono creare moneta creditizia sulle banconote della Fed, cioè le banche commerciali sono tenute per legge a conservare solo una riserva, in banconote della Fed, pari al 10% per far fronte a tutti i loro depositi. Il 90% di questi depositi non ha nulla che li copra.

Voce narrante: Il sistema della Fed aggiunge un altro “strato inflazionario” al già instabile sistema bancario. Se ad esempio la banca centrale ha nei forzieri riserve in oro pari a 100 $ con un vincolo di riserva del 10%, può stampare 1.000 $ di nuove banconote che diventeranno le riserve delle banche commerciali. Le banche commerciali prendono questi 1.000 $ e se è loro richiesto di tenerne in riserva nuovamente solo il 10%, potranno moltiplicare i 1.000 $ facendoli divenire 10.000 tramite i prestiti consentiti dalla riserva frazionaria. Viene quindi creata una piramide rovesciata con 100 $ in oro, cioè moneta reale, alla base e 10.000 $ di banconote inflazionate al vertice. Quando questi 10.000 $ di nuova moneta cartacea iniziano a circolare nell'economia, fanno salire i prezzi riducendo così il potere di acquisto della gente.

Lew Rockwell: Quando spendono i loro soldi, coloro che hanno ricevuto questa moneta per primi sono in grado di acquistare dei prodotti con essa e quindi ne beneficiano, mentre chi la riceve per ultimo ci perde perché quando va a spenderla i prezzi sono già saliti ed egli può quindi comprare di meno. In pratica c'è un trasferimento di ricchezza e potere da alcuni segmenti dell'economia ad altri causato dalle azioni della banca centrale e chi ci guadagna alla fine è il governo stesso, le grandi banche, gli appaltatori pubblici e tutti coloro i quali lavorano a stretto contatto col governo federale.

Voce narrante: Mettendo a disposizione enormi quantità di credito “facile” la Fed può anche abbassare i tassi di interesse, mandando i segnali sbagliati agli investitori. Questa pratica mette in moto un boom di investimenti insostenibile che portà con sé i semi della propria distruzione. E' questo ciclo economico il vero responsabile di disastri come la Grande Depressione.

Poco dopo che la Federal Reserve venne fondata gli USA sono entrati nella I Guerra Mondiale. Ancora una volta il governo abbandonò temporaneamente la parità con l'oro per stampare più soldi e finanziare la guerra. Il governo USA ricorse a grandi prestiti ed il debito pubblico si gonfiò da 1 a 27 miliardi di dollari. Ne conseguì un elevato picco inflattivo. Questo innescò un rapido ciclo di espansione e recessione economica. Per calmare l'economia impazzita la Fed fermò l'inflazione, facendo quasi raddoppiare gli interessi sul debito nei 18 mesi successivi.

Entro il 1921 il mercato iniziò a riprendersi, le nuove tecnologie aiutarono ad aumentare la produttività. Il mercato produsse automobili ed elettrodomestici. Gli anni '20 furono un periodo di crescita straordinaria ma dietro le quinte la maggior parte di questa crescita veniva distorta dall'espansione inflattiva del credito ad opera della Fed.

Joseph Salerno: Erano i ruggenti anni '20, un periodo di crescente aumento della ricchezza: ciò nascose l'inflazione agli economisti americani.

Voce narrante: La bolla creata dalla Fed esplose causando il crollo della Borsa di Wall Street, nell'ottobre del '29. Gli speculatori che avevano preso in prestito soldi per comprare azioni quando i prestiti bancari erano estremamente facili da ottenere, rivendettero le azioni ad 1/3 del valore originario. Prestiti per un totale di 7 miliardi di dollari non erano più pagabili. Poiché gli speculatori divennero insolventi, i fallimenti delle banche aumentarono a dismisura. La Grande Depressione era iniziata.

Joseph Salerno: I correntisti persero i depositi bancari, i risparmi ed i conti correnti: si dissolsero nell'aria all'improvviso.

Voce narrante: Nel 1932 Franklin D. Roosevelt venne eletto presidente e presto diede avvio alla politica del New Deal: "spendere per prosperare". Anche se avevamo bisogno di meno tasse e meno spese, la sua amministrazione chiese una somma di denaro senza precedenti, per finanziare i suoi grandi progetti governativi. Nel suo discorso inaugurale del 4 marzo 1933, Roosevelt giurò di mettere fine alla povertà e alla disoccupazione e di riportare la gente al lavoro. Non funzionò. La depressione peggiorò, grazie ad una maggiore pianificazione centrale. Roosevelt riuscì soltanto a rendere il sistema monetario ancor meno sano. Appena insediato, impose 4 giorni di chiusura delle banche, assolvendo gli istituti in bancarotta praticanti la riserva frazionaria dall'obbligo di ripagare i loro debiti nei confronti dei correntisti. Ma prima che le banche riaprissero l'amministrazione Roosevelt dovette fare in modo che la gente credesse che i nuovi depositi fossero al sicuro. Creò la Federal Deposit Insurance Corporation, per indurre un falso senso di sicurezza nel pubblico. In realtà la Federal Deposit Insurance Corporation deteneva solo lo 0,5% dei depositi che garantiva, ma la gente contava sul fatto che la Fed, come prestatore di ultima istanza, sarebbe intervenuta stampando tutta la moneta necessaria a prevenire un assalto generalizzato alle banche.

Entro la metà degli anni '30 il controllo sulla Fed delle banche di New York volgeva al termine. L'era Morgan finì quando Roosevelt, che non era amico dei Morgan, ne fece governatore Marriner S. Eccles. Eccles, repubblicano dello Utah, spostò a Washington le attività della 'Commissione sul Libero Mercato'.

Il Presidente Roosevelt si rese disponibile a finanziare con 3,5 milioni di dollari la costruzione del nuovo edificio della Fed.

F.D. Roosevelt: Dedico oggi questo edificio al progresso: al progresso verso l'ideale di un'America in cui ogni lavoratore potrà sempre provvedere alla propria famiglia, con un crescente tenore di vita americano.

Voce narrante: Il 1933 segna l'inizio della fine della parità con l'oro. Non c'era fine al desiderio di Roosevelt di spendere per programmi del New Deal come la gigantesca Tennessee Valley Authority da 13 miliardi di dollari, che allagò ampie porzioni di fertili terreni coltivabili per fornire energia elettrica finanziata dal governo. La Work Progress Administration, che spese 11 miliardi di dollari per creare posti di lavoro artificiali e finanziamenti pubblici per ingrassare gli imprenditori. Ma la valuta USA era legata all'oro, che limitava la quantità di denaro che la Fed poteva stampare per pagare questi costosi progetti. Così il governo cancellò la parità con l'oro per i cittadini americani nel 1933, dopodichè Roosevelt confiscò l'oro della gente.

Come nella I Guerra Mondiale, gli interventisti della II Guerra Mondiale abbandonarono la parità con l'oro per finanziare la guerra con l'inflazione generata dalla banca centrale. Dopo la guerra si tentò di usare il prestigio del meccanismo di parità con l'oro per stabilire un sistema inflazionistico globale. I leader finanziari mondiali si incontrarono a Bretton Woods, nel New Hampshire, sotto la direzione del famoso economista John M. Keynes. L'idea era quella di stabilire un nuovo sistema monetario internazionale che avesse insieme oro e inflazione.

Joseph Salerno: Con questo sistema il dollaro USA sarebbe stato convertibile in oro, ma solo per le istituzioni ufficiali straniere, le banche centrali ed i governi stranieri, al tasso di 35 $ all'oncia. Tutte le altre valute avrebbero avuto un tasso di cambio fisso con il dollaro americano e sarebbero state convertibili in dollari USA.

Voce narrante: L'editorialista Henry Hazlitt del New York Times fu uno dei primi a capire che questo sistema di "semi-parità con l'oro" non avrebbe funzionato.

Ron Paul: Sin dall'inizio era destinato a fallire ed Henry Hazlitt, giornalista eccezionale, aveva previsto che non avrebbe funzionato poichè, disse, la tentazione per il governo sarà sempre quella di stampare più soldi: perchè loro accetterebbero questi dollari senza chiedere dell'oro e non potranno mantenere il governo sotto controllo. Aveva assolutamente ragione.

Voce narrante: Negli anni '60, il governo USA tentò di far fronte ai costi dell'enorme progetto di stato sociale e della guerra in Vietnam. Stampando più moneta, il presidente Lindon Johnson credeva che il governo avrebbe potuto ottenere questi risultati senza aumentare le tasse, cosa questa che avrebbe fatto ribellare i contribuenti. In altre parole, avrebbe potuto permettersi sia spese civili che militari.

Lyndon Johnson: Faremo in modo che ogni dollaro venga speso con parsimonia e buon senso, riconoscendo il lavoro che il contribuente ha svolto per guadagnarlo.

Voce narrante: Ma più soldi il governo stampava, più il valore del dollaro si erodeva. Gli stranieri, nervosi, iniziarono a cambiare i loro dollari in oro, come erano autorizzati a fare dagli accordi di Bretton Woods. Dopo aver pagato miliardi di dollari in oro, al governo rimase un debito di 36 miliardi di dollari verso i creditori stranieri, mentre le riserve d'oro ammontavano a soli 18 miliardi di dollari. Invece di fermare l'inflazione, nel 1971 il presidente Richard Nixon rifiutò di convertire altri dollari.

Richard Nixon: Ho ordinato al segretario Conley di sospendere temporaneamente la convertibilità del dollaro in oro o in altri beni riserva, tranne che per somme ed a condizioni utili a mantenere la stabilità monetaria, nel massimo interesse degli Stati Uniti.

Voce narrante: Era la morte della "semi-parità con l'oro" di Bretton Woods ed il trionfo della Federal Reserve. Il dollaro non avrebbe più avuto nemmeno l'apparenza di un valore fisso nei confronti di altre valute: avrebbe fluttuato rispetto ad esse, causando una maggior instabilità nei mercati stranieri e grande incertezza per gli operatori economici. Peggio ancora: il controllo finale sulla creazione di dollari scomparve, creando possibilità infinite per l'inflazione. Sta avanzando a più del 300% dal 1971, grazie al potere della Fed di creare soldi dal nulla e garantire i depositi. Nessun bilancio federale è più andato in pareggio da quando il governo ha abbandonato la parità con l'oro.

Joseph Salerno: Non penso che ciò sia qualcosa che aumenti l'efficienza della nostra economia. Credo che la miglior valuta sia quella determinata dal mercato, come avviene in regime di parità con l'oro. Per tornare ad una valuta determinata dal mercato, la Fed deve essere abolita.

Voce narrante: Non vi è ora, nè c'è mai stato, alcun controllo diretto sulla Fed da parte del presidente o del parlamento. Le riunioni del consiglio d'amministrazione della Fed si svolgono in segreto e nessuno sa per certo cosa vi accada. Se alla sera guardi i notiziari di economia, i commentatori cercano sempre d'indovinare cosa la Fed potrebbe decidere:

Giornalisti: Tutti gli occhi oggi erano puntati su Washington, dove la Fed si è riunita per stabilire la linea futura dei tassi d'interesse.
La maggior parte degli economisti ritiene che la Fed lascerà invariata la politica monetaria.

Voce narrante: E' nato un vero e proprio mestiere, l'osservatore della Fed, nel tentativo di predirne le mosse.

Lew Rockwell: La Fed è stata avvolta nel mistero sin dalla sua ideazione, insediamento ed operato sino ad oggi ed il motivo è che non possono dire la verità; se dicessero la verità ci sarebbe una rivoluzione: un bel po' di americani pronti a cacciarli via da quell'edificio.

Voce narrante: Un recente tentativo di aprire la Fed al pubblico controllo venne nel 1993. Il presidente della 'Commissione Bancaria' del parlamento, on. Henry Gonzales dal Texas, richiese una verifica indipendente sulle operazioni della Fed: volle videoregistrate le sessioni della 'Commissione sul Libero Mercato', e rapporti dettagliati consegnati entro la settimana, invece dei vaghi resoconti pubblicati molte settimane dopo. Gonzales propose anche che fosse il presidente [degli USA] a scegliere i 12 direttori delle banche Fed regionali, invece dei potenti banchieri. Prevedibilmente il presidente della Fed, Alan Greenspan, si oppose al cambiamento; di sorprendente ci fu la posizione del Presidente Clinton. Dichiarò che la riforma avrebbe fatto "correre il rischio di minare la fiducia dei mercati verso la Fed".

Dopo che il governo messicano inflazionò e svalutò il peso nel 1995, l'economia messicana crollò in caduta libera. Alan Greenspan fece pressioni sul parlamento americano e sul governo Clinton per un prestito di 52 miliardi di dollari in quanto, si scoprì poi, le banche associate alla Fed detenevano fino a 26 miliardi di dollari di debito pubblico messicano. Privi di voce in capitolo, i contribuenti e risparmiatori americani dovettero pagarne il conto.

Ron Paul: Gli stessi parlamentari, per quella che è la mia esperienza, sono piuttosto ingenui e non capiscono, salvo quei pochi che devono come il presidente della 'Commissione Bancaria', è consapevole di tutto ciò ma se ne lava le mani e continuano a perpetuare il mito che la Fed crei stabilità e faccia buone cose per la crescita economica mentre invece è il colpevole. E' quella che ha causato tutti i problemi, che ha provocato la recessione e la disoccupazione, la contrazione dei mercati e tutti i disastri che dobbiamo subire, ma in quanto a pubbliche relazioni è eccellente poichè ha convinto la maggior parte dei parlamentari che è davvero necessaria per mantenere la stabilità, la crescita economica e tutte queste bellissime cose di cui si vanta.

Voce narrante: E' chiaro che gli USA non possono affidarsi ad Alan Greenspan nè ad ogni altro presidente della Fed per combattere l'inflazione cronica che ha rovinato i nostri risparmi, distorto l'economia, sottratto ricavi e ricchezze e introdotto devastanti cicli di espansione e recessione economica. Nonostante l'opinione comune Greenspan, la Fed e i grandi banchieri commerciali non sono affatto quei nemici dell'inflazione che dicono di essere, la Fed e le sue banche associate non sono parte della soluzione all'inflazione nei cicli economici: sono il problema stesso!

Per limitare l'inflazione cronica ed i cicli di espansione-recessione il denaro dev'essere garantito al 100% da oro Ciò priverebbe la Fed della possibilità di stampare soldi, cosa che la rende nulla più d'un falsario legalizzato. Al suo posto ci sarebbe un sistema monetario in cui l'oro serva da ancora del dollaro, al posto delle riserve artificiali create dalla Fed.

Lew Rockwell: Se dovessimo stabilire un'autentica parità con l'oro la famiglia media americana ne beneficerebbe enormemente: prima di tutto ci sarebbero più posti di lavoro, migliori impieghi, lavori più stabili, più opportunità imprenditoriali, mai più cicli economici, mai più recessioni e depressioni, i risparmi della gente sarebbero più sicuri. Non dovresti più preoccuparti, nel caso mettessi via dei soldi per la pensione, che il loro valore venga rubato dalla banca centrale e dal governo, come accade oggi.

Voce narrante: In un regime al 100% di parità con l'oro non ci sarebbe posto per la riserva frazionaria delle banche. Sui conti correnti ed altri tipi di deposito le banche manterrebbero le riserve a disposizione, come richiesto dai clienti; le banche riceverebbero un compenso dai clienti per la custodia del loro oro. Nei prestiti, gli investitori cederebbero il proprio denaro per un certo lasso di tempo così da ricavarne degli interessi. Una volta introdotta la parità con l'oro, i correntisti delle singole banche avrebbero sempre accesso ai loro soldi e gli investitori sarebbero sempre aggiornati sui rendiconto e, a livello statale, un potente freno sarebbe mantenuto sulle spese del governo.

Ron Paul: Avremmo una stabilità relativamente alta, un potere d'acquisto costante della moneta, elimineresti i cicli economici, avresti un tasso d'interesse ragionevole piuttosto che tassi d'interesse vertiginosi, ti libereresti della manipolazione politica dei tassi d'interesse e la manipolazione politica della massa di denaro circolante e tutto ciò poi mantiene la ricchezza e crea prosperità e permette la ripresa economica.

Voce narrante: E' davvero semplice: una moneta reale significa prosperità economica e limitazioni sul governo; una moneta inquinata significa inflazione, recessioni e depressioni, pesante ingerenza del governo. Che tipo di sistema vogliamo per le nostre famiglie? Non vogliamo forse prosperità e sicurezza da tramandare alle generazioni future? Il passaggio alla parità con l'oro non sarà semplice, ma come disse Murray Rothbard: "L'alternativa è molto peggio".

"Dal 1980 la Fed ha goduto del potere assoluto nel fare letteralmente ciò che voleva: comprare non solo titoli di stato ma qualunque bene volesse, di acquistare beni e inflazionare il credito a proprio piacimento. Non ci sono freni alla Fed. La Fed è padrona di tutto ciò che controlla".

FINE

E' possibile scaricare la versione ad alta risoluzione tra i downloads del sito Luogocomune.net, qui.

fonte : Luogocomune.net

Verità sulla crisi economica e finanziaria

14:04 0 Comments

Quando, dove e perché è iniziata l'attuale crisi finanziaria? In questo libro John Truman Wolfe svela le origini del crollo economico mondiale, perché è successo, dove mira e cosa si può fare al riguardo.

In qualità di ex Presidente del Dipartimento di Storia dell’Università John F. Kennedy e di funzionario senior per il credito in due banche californiane, una a San Francisco Bay Area, l’altra a Beverly Hills, Wolfe conosce bene il mondo della finanza internazionale e ne descrive con semplicità il linguaggio complesso e il meccanismo, fornendo alcune soluzioni per contrastare tale scenario.

«Fu una dichiarazione del presidente della Federal Reserve Bank di New York, nel marzo 2008, che richiedeva una GMA (un’Autorità Monetaria Mondiale – Global Monetary Authority) a scatenare di nuovo l’allarme.

Una GMA è essenzialmente una dittatura finanziaria mondiale.

E, come probabilmente sapete, a quel tempo il presidente della FED di New York non era altri che Timothy “Fighetto” Geithner, l’attuale Segretario del Tesoro U.S.A. Quindi, ho iniziato una nuova serie di ricerche e di scritti. Nell’anno e mezzo seguente ho scritto diversi articoli, che ora sono i capitoli del libro, denunciando non solo cosa è successo, ma, ancor più preoccupante, il perché.

Vedete, questa crisi finanziaria è una crisi voluta. Una delle cose che ho scoperto nella mia recente ricerca è che dietro l’FMI e la Banca Mondiale c’è un’organizzazione che comanda e che risulta essere il principale burattinaio.

Per quanto possa sembrare agghiacciante, c’è stato un golpe finanziario mondiale proprio sotto i nostri nasi.

È un colpo di stato.

Non sto parlando dell’Honduras. Sto parlando di Wall Street, Londra e Basilea, e del fatto che siamo nel bel mezzo di un colpo di stato finanziario mondiale istigato da una banda di banchieri internazionali in stile Arancia Meccanica.

Il salasso economico per ora è diminuito, o per lo meno è diminuita la sua pubblicità nei media. Al suo posto i media trattano servilmente proprio le persone che hanno causato la crisi e che avanzano nella conquista del completo controllo economico mondiale. Il panico attentamente orchestrato ora serve a creare l’accettazione della “ristrutturazione” del sistema finanziario internazionale in modo da assicurare che tutto questo non debba più succedere.

Sì, lo so, sembra una scena tratta del film Ipotesi di complotto, ma io non sono Mel Gibson e voi non siete Julia Roberts. E questa non è una sceneggiatura».

John Truman Wolfe

Il libro è edito da Net Improvements LLC e può essere acquistato in formato elettronicocliccando qui al costo è di 17,46 euro.




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Altre info molto interessanti a riguardo:

Cartone animato "Il sogno americano", un gran bel lavoro, molto esplicativo!


Il giornalista Paolo Barnard spiega in una conferenza le origini della crisi finanziaria, le vere ragioni che hanno a che fare con la manipolazione economica e finanziaria a livello mondiale.
I gruppi di potere che pilotano l'economia e causano le crisi a tavolino:







L'unico esperto di finanza italiano che dice le cose come stanno ci snocciola i veri motivi della crisi finanziaria, ecco l'intervento di Eugenio Benetazzo su Canale Italia. I 4 macro motivi della crisi :




Per una panoramica completa che spiega il meccanismo reale che c'è dietro il sistema finanziario è vivamente consigliata la visione di questo videosottotitolato : Money, Banking and Federal Reserve

Come si fa a motivare una guerra? Quando un governo sponsorizza il terrorismo.

05:13 3 Comments


TerrorStorm
, questo è il titolo dello splendido documentario di Alex Jones che ci spiega come sono state "motivate" tramite atti di terrorismo, molte delle più importanti guerre di questo secolo e non solo. La tecnica è sempre la stessa, quella del False Flag, da Hitler a Bush.

Un video da non perdere assolutamente che è possibile vedere su Google Video o qui.



Si può anche scaricare a quest'indirizzo per una versione a risoluzione più alta.

Giulietto Chiesa sul Signoraggio Bancario, la questione delle Banche Centrali fuori dal controllo dei governi.

11:34 0 Comments

Giulietto Chiesa, Europarlamentare, ci dice la sua sul disastro economico-sociale che il sistema bancario sta causando e spiega cos'è il Signoraggio, alla base di tutti i problemi economici dei nostri tempi.

Tutta la verità sulla crisi finanziaria? Eccola una volta e per tutte!

13:21 0 Comments

Questo documentario è MOLTO importante perchè ci spiega la grande bufala che si nasconde dietro al nostro attuale sistema economico e finanziario. La Federal Reserve (FED). Alla base del sistema c'è un GRANDE bugia, se non facciamo niente per cambiarlo sarà tutto a danno nostro (come già lo è da PARECCHI anni).

Il documentario si chiama Money, Banking and the Federal Reserve. E' vitale che tu lo veda e che lo faccia vedere ad altri. Solo diffondendo queste informazioni possiamo far si che le cose cambino, adesso è possibile cambiarle per cui prediamoci la nostra fetta di responsabilità.

Buona visione e buona diffusione!


è possibile scaricarlo qui ad una risoluzione più elevata.


Crack bancari: crisi del Sistema o fallimento controllato?

12:07 1 Comments



Quello che purtroppo (o per fortuna?) era stato previsto da anni si sta verificando.
Il Sistema Economico sta letteralmente crollando sotto il peso di debiti, speculazioni, investimenti forsennati e satanici, oppure è arrivato l'occasione e la possibilità di destare le nostre coscienze?
Importantissime banche come Citigroup, Bear Stearns, Lehman Brothers e Merrill Lynch, tanto per citare solo qualcuna, hanno fatto un triste epilogo. La Lehman è fallita e ha già chiesto l'amministrazione controllata (ex articolo 11), la Merrill Lynch è invece stata salvata, o per meglio dire, acquistata dalla Bank of Amerika.

Richard Fuld, il padre-padrone della Lehman (quarta banca d'affari statunitense) esce da questo crack in piedi: "dal 1993 fino al 2007 ha conseguito tra stipendi, bonus, stock options la meravigliosa cifra di 466 milioni di dollari".[1] Cifra questa di tutto rispetto, ma non completa, perché bisogna sommare la buona uscita di 22 milioni di dollari, maturata prima del fallimento bancario! Non male, vero?
Dall'altra parte Stanley O'Neal, ex numero uno di Merrill Lynch lascia il suo prestigioso ufficio con una pensione da 161 milioni di dollari[2], e questo dopo aver creato una voragine da 40 miliardi di dollari.
Il mega boss della Citigroup, Chuck Prince, si è intascato invece 68 milioni di dollari, e l'ex presidente di Bear Stearns, Jimmy Cayne soli 60 milioni di dollari.[3]

La cosa interessante e che si ripete ogni qualvolta una azienda crolla e/o fallisce, i manager escono sempre a testa alta e con le tasche piene di denaro. Denaro dei contribuenti.
Per esempio la Lehman ha creato un buco nero di oltre 639 miliardi di dollari, il maggiore crac della storia economica americana (oltre dieci volte il già gigantesco buco della Enron), e nonostante questo Richard Fuld esce con decine di milioni di dollari.
Questo dovrebbe farci riflettere…

Ecco l'elenco dei più grandi crac della storia moderna:

1. Lehman Brothers (639 miliardi)
2. Worldcom (103,9 miliardi)
3. Enron (63,4 miliardi)
4. Conseco (61,4 miliardi)
5. Texano (35,9 miliardi)
6. Financial Corp. of America (33,9 miliardi)
7. Refco (33,3 miliardi)
8. IndyMac Bancorp (32,7 miliardi)
9. Global Crossing (30,2 miliardi)
10. Calpine (27,2 miliardi).

La questione importante però è un'altra.
Le banche che chiudono i battenti sono il segnale che il Sistema sta crollando o invece anche queste rientrano in manovre occulte da parte di coloro che operano dietro le quinte?

Osservando gli azionisti di Lehman Brothers risultano delle cose molto interessanti:
AXA (9.46%);
FMR Corporation (5.69%);
Citigroup (4.5%);
Barclays Plc (3.92%);
State Street Corporation (3.1%);
Morgan Stanley (3.1%);
Mellon Financial (1.9%);
Vanguard Group (1.9%);
Deutsche Bank AG (1.4%), ecc.

Vediamo gli azionisti di Merrill Lynch:
FMR Corporation (4.8 %);
Barclays Plc (3.5%);
Janus Capital Corp. (2.9%);
Citigroup (2.6%);
AXA (2.40%);
State Street Corporation (0.12%), ecc.

Tutti questi azionisti si possono scremare ulteriormente perché per esempio State Street Corp. è controllata dal gruppo Barclays (quindi Rothschild) della City di Londra.
In pratica le due banche crollate (Lynch e Brothers ma anche tutte le altre) appartengono a quei due gruppi che controllano realmente l'economia planetaria: il ramo statunitense dei Rockefeller e quello europeo dei Rothschild: le due ali dello stesso avvoltoio (o aquila calva del Grande Sigillo statunitense).

Nomi di casate storiche ebraiche che si possono citate solo nei libri e/o articoli sul complottismo ma sono invece tabù nella carta stampata o in televisione. Chissà come mai...
Quindi il crollo di grosse banche potrebbe rientrare nel cosiddetto "fallimento controllato".
Per quale motivo lascerebbero fallire delle proprie aziende?

Lo sfruttamento del Mercato avviene spesso attraverso le cosiddette "Branch" (rami, derivazioni), che vengono create ad hoc per raggiungere determinati obiettivi. Questo ovviamente fino all'esaurimento.
Quando il mercato è stato spolpato ed è divenuto sterile, si chiude la filiale, creata per tale scopo, e gli utili vengono spartiti tra di loro.[4]
Il buco lasciato? Non ci sono problemi: paga Pantalone, cioè il cittadino suddito!

La Lehman Brothers ha dichiarato fallimento, come una qualsiasi azienda che non vuole pagare i suoi creditori.[5] Più semplice di così: quasi 700 miliardi di dollari di debito che sarà rimpinguato dal Governo (con la tipografia ufficiale Federal Reserve) e quindi dai sudditi.
La Merrill Lynch, Fannie Mae e Freddie Mac (le due società con un portafoglio di circa 6000 miliardi di dollari in mutui ipotecari) e le altre idem.
Questo "fallimento controllato" però non riguarda i grossi Imperi che stanno dietro le quinte, ma le "Branch", cioè i rami collegati, che come in botanica si possono potare quando diventano marci e inutili.

In pratica bruciano i soldi nostri per poi ributtarsi nella mischia come lupi assatanati alla ricerca di nuovi mercati da sbranare.
Dall'altra parte, grazie a questi crash controllati, possono far legiferare ai loro camerieri (politici) leggi che stringono ulteriormente le libertà individuali di tutti noi, e che non sarebbero mai passate altrimenti.
Certamente faranno saltare altre banche d'affari, d'investimento, assicurazioni, società mutualistiche (la prossima sarà AIG, American Internationale Group, la più grande società di assicurazioni del mondo, anche se verrà salvata in extremis dal governo): 1929 docet.
Di una cosa però in tutto questo scenario i Burattinai non hanno tenuto conto: tale crisi sistemica dei mercati e delle finanze, pur se controllata, avrà sempre la funzione pedagogica di far prendere coscienza a molte persone di tutto questo Sistema e anche delle possibili soluzioni.

Coscienza che il Sistema è in metastasi e che non potrà quindi avere una vita lunga con le cure
allopatiche odierne: iniezioni di liquidità, stampa di moneta, chirurgia bancaria, ecc.
Coscienza che il denaro è un mezzo e non un fine, e che possiamo acquistare (merci e prodotti) SOLO perché NOI lo accettiamo (il denaro).
Un pezzo di carta, un foglietto, uno "Sconto che cammina", uno Scec, per fare solo dei piccoli esempi, hanno lo stesso valore del denaro: basta accettarli!
La vera guarigione avverrà nel momento in cui si passerà da un Sistema luciferico centrato nel dio denaro e nel potere dell'uomo sull'uomo, ad un Sistema dove invece è l'Uomo al centro e il collante l'Unione e la Solidarietà.

I Grandi Manipolatori possono far crollare decine di banche, piazzare l'esercito nelle città,
installare videocamere e microfoni ovunque (cose che stanno realizzando), mettere in ginocchio milioni di persone, far esplodere la bolla immobiliare, ma non possono proprio far nulla a livello di Coscienza Individuale.
Su questo terreno i Rothschild, Rockefeller e tutti gli altri possono solo stare a guardare…(e con invidia).

Marcello Pamio - 19 settembre 2008
Tratto da www.disinformazione.it

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